Caterina classe 5B Scuole XXV Aprile Casalecchio di Reno (BO)
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Parola scartata n.16: disobbedienza civile vs. disobbedienza incivile
Disobbedienza civile: disubbidire a una disposizione di legge giudicata ingiusta per la collettività, assumendosi personalmente le conseguenze delle proprie azioni (esempio: soccorrere una persona in pericolo di vita indipendentemente dai suoi documenti).
Disobbedienza incivile: disubbidire a una disposizione di legge giudicata sfavorevole per il tornaconto personale, scaricando le conseguenze delle proprie azioni sulla collettività (esempio: non pagare le tasse).
Ubbidiamo o disubbidiamo, ma sempre civilmente. Grazie.
Parola scartata n.16: disobbedienza civile vs. disobbedienza incivile
Disobbedienza civile: disubbidire a una disposizione di legge giudicata ingiusta per la collettività, assumendosi personalmente le conseguenze delle proprie azioni (esempio: soccorrere una persona in pericolo di vita indipendentemente dai suoi documenti).
Disobbedienza incivile: disubbidire a una disposizione di legge giudicata sfavorevole per il tornaconto personale, scaricando le conseguenze delle proprie azioni sulla collettività (esempio: non pagare le tasse).
Ubbidiamo o disubbidiamo, ma sempre civilmente. Grazie.
È tempo di riprendere il cammino
Ritrovare i nostri passi e quelli lenti del vicino
Seguire le tracce di un futuro nuovo
Guardar le stelle come sorelle
Sentire le piante nel loro respiro.
Siamo tornati neonati per poter imparare
A rimetterci in piedi su appoggi leggeri
Per andare incontro e non calpestare
Attraversare le foglie più fragili la sabbia più fine
Farsi contagiare da un’aria strana e sottile.
Ci siamo svegliati vecchi e di nuovo bambini
Per comprendere meglio l’andata e il ritorno
L’esser natura nella natura
L’andirivieni dell’onda e la riva d’intorno
Il legame con l’altro e la sua orma sicura.
È ora di andare
Inspiro mare
Ascolto silenzio
Un passo dopo l’altro
A rinnovare il tempo.
M.B.M.
Sopra il monte c’è un bosco
dentro il bosco c’è un prato
sopra il prato c’è una croce
è il segno di un passato
è il grido di una voce
di chi non è tornato.
Sotto terra c’è un germoglio
nel germoglio c’è la vita
ci ricorda che chi muore
anche per la tua di vita
e lo fa senza rumore
spera che non sia finita.
Che il ricordo viva ancora
che la lotta sia sincera
che per tutti sia uguaglianza
che la pace sia nel mondo
per non perder la speranza
nella giustizia fino in fondo.
Tutti a scuola siam tornati siam gli stessi ma cambiati un po' grandi un po' piccini ma pur sempre dei bambini. Noi nel gioco siamo seri perché i giochi sono veri come chicchi di buon grano buono vero e anche sano. Anche i libri sono giochi meglio tanti che non pochi sono buoni in insalata nel ragù e nella frittata.
Siamo bimbi dietro i banchi siam diversi eppure uguali pesciolini uniti in branchi uccellini con due ali. Siamo curiosi vivi accesi di una luce un po' speciale per i sogni tanto attesi e la voglia di imparare Se voi grandi ci guardate oltre i voti oltre i banchi con il cuore ci osservate e smettete di esser stanchi.
Anche oggi stiamo a casa
Perché la scuola è chiusa
Ancora non capisco
Se è vero o è una scusa.
Fino a ieri se eri stanco
E non volevi andarci
Dovevi farlo e basta
Tacere e non badarci
Ora nessuno ci fa caso
Se rimaniamo a letto
soli nella stanza
o scalzi sopra il tetto
La campanella tace
I compagni son lontani
Non so come funziona
una classe senza mani
Svegliatevi maestre
La scuola è il nostro regno
Aprite quelle porte
Vogliamo il vostro segno.
M.B.M 20/02/2020
DAVANTI A QUEL MURO
testo di Maria Beatrice Masella, illustrazioni di Claudia Conti
postfazione di Paolo Lambertini, vicepresidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980
Bacchilega Junior, marzo 2020
Ernesto ha 15 anni, è in crisi con la scuola ed è innamorato di Ginni, la sua compagna di
scuola con i capelli blu. La scuola che frequenta è vicino alla stazione di Bologna e il ragazzo vi si reca spesso quando non va a scuola. Un giorno, nella sala d’attesa incontra uno strano ragazzo che legge il fumetto Ken Parker e che dice di provenire direttamente dagli anni ‘80. Questo incontro, sconvolgente per Ernesto,mette in moto tutta una serie di riflessioni e di cambiamenti: cosa è successo il 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna? Perché quello strano ragazzo afferma di venire dagli anni Ottanta? Quanto è importante la memoria e la storia?