Alla scuola di Poggetto, parte seconda

La bella scuola: 2. insieme

Nella scuola “Rodari” di Poggetto si viaggia insieme. Si parte da una frazione di San Pietro in Casale e si arriva molto lontano: ottanta giorni per fare il giro del mondo esattamente come ha scritto Jules Verne. Ogni anno, infatti, i bambini e le bambine di Poggetto si tuffano in un libro e lo percorrono in lungo e in largo, fra geografia, cibo, costumi e parole. L’8 febbraio, giorno in cui ero in visita nella scuola “Rodari” per raccontare filastrocche, loro erano arrivati in Giappone. Una tavola imbandita con piatti e tazzine nipponiche, abiti a kimono ricamati d’oro, giardini zen in corso d’opera. Sono rimasta incantata e ho pensato ai piccoli creatori di questa scuola immersi in un altro mondo, lontano dal loro, in grado così di allargare gli orizzonti di pianura verso vulcani, mari e paesaggi sconosciuti. Realmente abili a figurarsi la diversità e a comprenderla, al di là delle parole.

E in quanto a diversità hanno un vero maestro: Otto.

Otto è’ nato l’8 ottobre 2008 (ha anche 8 anni come i suoi compagni!) e per questo è stato chiamato così. E’ affidabile, affettuoso, collaborativo, sa stare con gli altri e sa imparare tante cose nuove.

Ha occhi profondi e muso dolcissimo… oh scusate, quasi mi dimenticavo di dirlo, Otto è un cane, uno splendido cane lupo, anche sa va in una scuola di bambini e bambine. D’altra parte la sua mamma è una grande meravigliosa maestra…

Si trova benissimo con gli scolari e loro si trovano benissimo con lui. Che importanza ha se ha quattro zampe invece che due, splendide orecchie a punta, pelo morbido e coda lunga? Ci si capisce alla perfezione e nessuno ha paura dell’altro e del diverso.

Otto è un esperto di coccole, carezze, abbracci, rispetto, conoscenza, pazienza, insomma è un vero maestro di vita oltre ad essere un alunno speciale. Ho visto i bambini di una classe intorno al tavolo imparare le regole della grammatica con Otto ai loro piedi che ascoltava silenzioso e attento verbi, aggettivi e sostantivi. Credo che nella sua mente sia capace di inventarsi storie bellissime e di comunicarle con lo sguardo ai suoi compagni di viaggio.

Insomma, tutto nella scuola di Poggetto è bello. Ogni azione, ogni spazio, ogni attività avviene nella bellezza. E questo è il vero segreto che qui viene custodito: la conoscenza e la bellezza vanno a braccetto e non possono separarsi. La scuola virtuosa non può che essere una scuola bella. Una scuola 2.insieme. Gli zeri non ci sono mai piaciuti.

Otto lo sa e scodinzola felice.

 

M.B.M.     19/02/2016

 

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Una risposta a Alla scuola di Poggetto, parte seconda

  1. Valeria Pritoni ha detto:

    Grazie Beatrice! E’ stato bello e importante, incontrarti e leggerti. I tuoi libri sono preziosi e pieni del “sentire” dei bambini forse perché tu sai che, come dice “Il Piccolo Principe: “Solo i bambini sanno quello che cercano” 🙂

    Mi piace

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