Filastrocca di Gennaio

Diamo inizio al nuovo anno

con la luce sempre accesa

festeggiamo il compleanno

di una bimba tanto attesa.

È arrivata da lontano

ha viaggiato in lungo e in largo

non sa bene l’italiano

ma ha la lingua nello sguardo.

Fiocchi bianchi alla finestra

fuoco caldo dentro al petto

noi ascoltiamo la maestra

che ci insegna anche il rispetto.

 

da La mia scuola è un grande fiume, lato bambini e bambine

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Filastrocca di Gennaio

L’anno nuovo è una torta

la sua forma è assai perfetta

fa una grande giravolta

stringe i giorni in una fetta.

La mangiamo a poco a poco

la gustiamo piano piano

la mordiamo un po’ per gioco

e così la consumiamo.

Ma se l’anno si consuma

voi nascete tutti i giorni

è la voglia di scoprire

che rinnova i vostri sogni.

 

Da: La mia scuola è un grande fiume, lato maestre

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parola n. 2: profughi

Non chiamiamoli profughi. Chiamiamoli per nome: bambini e bambine, a volte neonati. Sono abbracciati alle mamme e ai papà, sicuri di andare verso la vita. Loro non fuggono da, ma vanno verso. Sono piccoli e vanno verso la crescita. Sono ingenui e vanno verso la speranza. Sono innocenti e vanno verso la salvezza.

E in quel verso ci siamo noi che li guardiamo dall’altra sponda.

M.B.M.

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Filastrocca del Natale

Babbo Natale è proprio uno sballo
galoppa in auto e sfreccia a cavallo
trascina gran pacchi sulle sue spalle
sale sui monti poi scende giù a valle
scala i palazzi raggiunge i camini
per arrivare da tutti i bambini.

E Mamma Natale?
Ti guarda ti bacia si prende cura
con lei ogni giorno tu cresci sicura.

M.B.M.

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parola n.1: carezza

In sogno mi è apparsa la prima parola: carezza. Mi sono chiesta perché.

È una parola piccola piccola, quasi non si sente. Rimanda a un contatto lieve che richiede attenzione, un misto di caro e tenerezza.

Mia figlia bambina mi chiese un giorno: “Perché i cani si annusano quando si incontrano?”. “Ne hanno bisogno per riconoscersi e per salutarsi, per loro è una specie di carezza”, risposi io. “E noi non ne abbiamo bisogno?”, continuò lei. “Sì, ma non lo sappiamo più fare. Siamo diventati ignoranti di contatto. In cambio, però, possiamo usare le parole”.

Carezze e parole: delicati contatti di conoscenza.

M.B.M.

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parola scartata numero 0: sogno

 

Ho sognato di scrivere le mie parole più fragili, quelle scartate. Scartate come caramelle mangiate di nascosto, o come bambine messe da parte.

Per questo la prima parola scartata che voglio scrivere è sogno. Dove si sta molto vicini al sonno ma mai così lontani, una sola g di differenza e gli occhi si spalancano su un mondo di immaginazione e possibilità.

Solo una g e le bambine sono al centro, le caramelle sotto la lingua. Perché dormire quando si può sognare?

M.B.M.

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Filastrocca della casa nuova

Casa nuova posso entrare?

Sulle punte e con i tacchi

con i pesi e con i pacchi

con la gioia e la risata

passa un giorno e la nottata,

casa nuova io ti voglio,

sei la tana sei il mio orgoglio

ora certo l’ho capito

sei il mio nido preferito.

 

5/12/2015  Beatrice

Dedicata a Flavio e Anna, Guja e Vittorio.

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20 Novembre 1989

Convenzione sui diritti del’infanzia

Articolo 22

1. Gli Stati parti adottano misure adeguate affinché un fanciullo il quale cerca di ottenere lo statuto di rifugiato, oppure è considerato come rifugiato ai sensi delle regole e delle procedure del diritto internazionale o nazionale applicabile, solo o accompagnato dal padre e dalla madre o da ogni altra persona, possa beneficiare della protezione e della assistenza umanitaria necessarie per consentirgli di usufruire dei diritti che gli sono riconosciuti dalla presente Convenzione e dagli altri strumenti internazionali relativi ai diritti dell’uomo o di natura umanitaria di cui detti Stati sono parti.

[http://www.unicef.it/doc/2018/pubblicazioni/convenzione-sui-diritti-dellinfanzia.htm]

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Libri non armi

per la pace, la cultura, il dialogo

¡Viva la vida!

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Presentazione del libro “La mia scuola è un grande fiume”

mercoledì 14 ottobre ore 17.30

Casa della Conoscenza, Casalecchio di Reno

locandina 14 ottobre

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