Incontri alla libreria UBIK, via Irnerio, 27, Bologna

1946-2016: donne che votano, donne che scrivono
rassegna di scrittura al femminile, in occasione del 70esimo del voto alle
donne.
In collaborazione con U.D.I. e C.I.F.

Da venerdì 4 a mercoledì 9 marzo, alle 17.30

Il 10 marzo 1946 le donne italiane poterono esercitare per la prima volta il
diritto di voto, mentre le prime elezioni politiche a cui poterono prendere
parte furono quelle del famoso referendum istituzionale Monarchia-Repubblica
del 2 giugno 1946.

In questi settant’anni le donne hanno fatto molta strada, ma tanta ne rimane
da percorrere, sul piano della parità.
Per questo ha ancora senso – oggi più che mai – celebrare l’8 marzo,
giornata che in Italia si ricorda dal 1922.

Con l’aiuto delle amiche scrittrici Alba Piolanti e Beatrice Masella abbiamo
costruito una rassegna che celebra la scrittura femminile, e vuole
contemporaneamente ricordare l’importanza del voto alle donne.
Cinque incontri con cinque scrittrici, preceduti da letture condotte da
studentesse delle scuole superiori che avranno come tema il diritto di voto
delle donne.

Ecco dunque nel dettaglio il calendario degli incontri:

– venerdì 4 marzo: BEATRICE MASELLA presenta Mare di argilla (editrice
Edigrafema)
interviene Alba Piolanti
– sabato 5 marzo: ALBA PIOLANTI presenta Sovversive (editrice Il ponte
vecchio)
interviene Beatrice Masella
– lunedì 7 marzo: ANTONIA LUCCHESE presenta Storia di Amalia  (EDITRICE
Pendragon)
interviene Beatrice Masella
– martedì 8 marzo: LORENA LUSETTI presenta Pensieri e parole (Giraldi
editore)
interviene Alba Piolanti
– mercoledì 9 marzo: GIULIA CIARPAGLINI presenta Assassinio alla Casa delle donne (Tufani editrice)
interviene Francesca Mellone.

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parola n. 6: fedeltà

Questa parola è un concentrato di fede e lealtà. Bisogna avere in effetti una gran quantità di fede nelle relazioni umane e un bel po’ di lealtà in tasca per poter desiderare la fedeltà in un rapporto amoroso. Non dico che non possa essere profondamente appagante, ma lo è solo in presenza di questi impegnativi e rari sentimenti, accompagnati da un vero desiderio di praticarla.

Fedeltà fa anche rima con libertà. Una fedeltà che non sia libera di affermarsi si trasforma subito in costrizione. Per questo non si può chiedere fedeltà ma solo offrirla, se si vuole, gratuitamente e spontaneamente. L’ obbligo di fedeltà è un ossimoro. Propongo dunque di cancellare questa ottocentesca prescrizione da ogni patto che regola un rapporto d’amore fra due persone.

Con buona pace di matrimoni e unioni civili.

 

M.B.M.

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Alla scuola di Poggetto, parte seconda

La bella scuola: 2. insieme

Nella scuola “Rodari” di Poggetto si viaggia insieme. Si parte da una frazione di San Pietro in Casale e si arriva molto lontano: ottanta giorni per fare il giro del mondo esattamente come ha scritto Jules Verne. Ogni anno, infatti, i bambini e le bambine di Poggetto si tuffano in un libro e lo percorrono in lungo e in largo, fra geografia, cibo, costumi e parole. L’8 febbraio, giorno in cui ero in visita nella scuola “Rodari” per raccontare filastrocche, loro erano arrivati in Giappone. Una tavola imbandita con piatti e tazzine nipponiche, abiti a kimono ricamati d’oro, giardini zen in corso d’opera. Sono rimasta incantata e ho pensato ai piccoli creatori di questa scuola immersi in un altro mondo, lontano dal loro, in grado così di allargare gli orizzonti di pianura verso vulcani, mari e paesaggi sconosciuti. Realmente abili a figurarsi la diversità e a comprenderla, al di là delle parole.

E in quanto a diversità hanno un vero maestro: Otto.

Otto è’ nato l’8 ottobre 2008 (ha anche 8 anni come i suoi compagni!) e per questo è stato chiamato così. E’ affidabile, affettuoso, collaborativo, sa stare con gli altri e sa imparare tante cose nuove.

Ha occhi profondi e muso dolcissimo… oh scusate, quasi mi dimenticavo di dirlo, Otto è un cane, uno splendido cane lupo, anche sa va in una scuola di bambini e bambine. D’altra parte la sua mamma è una grande meravigliosa maestra…

Si trova benissimo con gli scolari e loro si trovano benissimo con lui. Che importanza ha se ha quattro zampe invece che due, splendide orecchie a punta, pelo morbido e coda lunga? Ci si capisce alla perfezione e nessuno ha paura dell’altro e del diverso.

Otto è un esperto di coccole, carezze, abbracci, rispetto, conoscenza, pazienza, insomma è un vero maestro di vita oltre ad essere un alunno speciale. Ho visto i bambini di una classe intorno al tavolo imparare le regole della grammatica con Otto ai loro piedi che ascoltava silenzioso e attento verbi, aggettivi e sostantivi. Credo che nella sua mente sia capace di inventarsi storie bellissime e di comunicarle con lo sguardo ai suoi compagni di viaggio.

Insomma, tutto nella scuola di Poggetto è bello. Ogni azione, ogni spazio, ogni attività avviene nella bellezza. E questo è il vero segreto che qui viene custodito: la conoscenza e la bellezza vanno a braccetto e non possono separarsi. La scuola virtuosa non può che essere una scuola bella. Una scuola 2.insieme. Gli zeri non ci sono mai piaciuti.

Otto lo sa e scodinzola felice.

 

M.B.M.     19/02/2016

 

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Alla scuola di Poggetto, parte prima

Una storia vera

Voglio raccontarvi una storia fantastica ma anche vera, proprio per questo ancora più fantastica.

Dopo essere stata invitata in qualità di autrice di libri per l’infanzia a far visita alla scuola di Poggetto, località poco distante da San Pietro in Casale, ho capito che il mio amatissimo Gianni Rodari ha trovato finalmente un luogo dove potersi riposare, perché qui gli abitanti giocano con la sua Grammatica della fantasia tutti i giorni e lo sanno fare davvero bene, senza bisogno che il maestro si scomodi ancora.

Secondo me il grande poeta si è accoccolato sul cartello di questa scuola, a lui dedicata a giusta ragione, e si sta facendo un lungo pisolo, mentre i bambini e le bambine apprendono, creano, giocano, costruiscono il mondo con la porta dell’aula aperta sul giardino.

Ecco Luna che salta sulla cattedra per la lezione di coccole: ha un pelo tigrato come quello di un leoncino e si struscia sulla spalla della maestra. Non ve l’ho ancora raccontato? Qui i gatti sono di casa, anzi di scuola, gironzolano liberi fra galline, galletti, conigli e cuccioli d’uomo. Chi ha detto che gli animali e gli esseri umani non possono convivere pacificamente anche fra i banchi?

Oltre ai quadrupedi molti personaggi popolano questa incredibile scuola: una Mary Poppins appesa al soffitto dell’atrio accoglie gli ospiti conducendoli al primo piano, mentre un Pinocchio stupito occhieggia dal corridoio, catturato dentro le mura di scuola, invece di andarsene a zonzo per le strade a farsi abbindolare da Mangiafuoco.

E poi c’è una storia per ogni stanza che chiede di essere ascoltata: Il piccolo principe, L’isola del tesoro, Ventimila leghe sotto i mari, Cuore… e tante altre che vi raccontano le loro trame non appena entrate nelle aule dedicate a loro.

Sul tetto, invece, è stato allestito uno spazio per l’osservazione delle stelle: una notte verso la fine della quinta gli scolari trascorrono le ore con il naso all’insù insieme all’astronomo che rende visibili i segreti dell’universo. Così i bambini e le bambine che stanno per approdare alle scuole medie saranno pronti ad affrontare il futuro.

Mentre incontro le classi per conversare sui libri che ho scritto, Luna ci fa compagnia, anche se presto si annoia e ci mostra il sedere sparendo dietro una porta con la coda dritta. Si sa, i gatti sono lunatici e Luna lo è ancora di più!

Ovviamente qui si fa la raccolta differenziata, e i bambini sanno che in un contenitore si conserva il cibo, in un altro la carta, in un altro ancora i sentimenti e le relazioni, quelle che si stringono forti in cinque anni di scuola, perché nulla vada sprecato. Danno vita a un compost potente e vigoroso che farà germogliare semi e crescere piante variopinte, odorose e robuste.

Tranquillo Gianni, puoi continuare a riposare, qui sono molto avanti, sono oltre: hanno compreso il senso profondo delle tue rime e ora se la cavano alla grande.

In compagnia dei loro animali, è ovvio!

Grazie, per aver reso possibile questa storia vera, alle maestre e ai maestri della scuola “Gianni Rodari” di Poggetto,

M.B.M        18/05/15

 

 

 

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A Tatiana e Viola

Filastrocca del compleanno

Passano i minuti, le ore, gli anni

arrivano i giorni dei compleanni

uno per uno, ognuno è speciale

ognuno nasce nel bene e nel male

poi piange, ride, sogna e spera

rincorre la vita come chimera.

Ma tu che oggi sei appena nato

festeggia, sorridi, riprendi fiato

oggi è una festa tutti lo sanno

è proprio il giorno del tuo compleanno.

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parola n. 5: families day

Sono amica delle famiglie, delle persone che decidono di vivere insieme, che cucinano l’una per l’altra, che si prendono cura dei piccoli, che stanno accanto agli anziani, che accolgono gli animali, che lasciano aperte le porte per i nuovi arrivi e anche per le partenze.

Sono amica di chi vuole stare insieme senza falsi obblighi, senza carte bollate, senza documenti d’identità.

E senza prepotenza. Solo perché si desidera e solo per bene.

Ecco, sono amica delle famiglie per bene.

 

M.B.M.

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parola n. 4: ricordare

 

Dal latino re, portare indietro, e cor cordis, cuore. Riportare nel cuore, perché una volta si credeva che nel cuore avesse sede la memoria.

E se fosse vero?

Se il ricordo fosse possibile solo tornando in contatto con il cuore e con i sentimenti? Se ci fosse bisogno di emozionarsi per non dimenticare?

La conoscenza deve arrivare anche al cuore perché il ricordo possa farsi memoria.

Per continuare a ricordare e ad essere umani.

 

M.B.M.

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INCONTRO lunedì 18 Gennaio ore 17.30-19.00

Associazione Percorsi di pace

Gruppo Formazione

Casa della Pace

via Canonici Renani, 8 Croce di Casalecchio

Le parole della scuola

incontro rivolto a

maestre e maestri

educatrici ed educatori

Francesca Gafforio e Chiara Nerozzi dialogano con Maria Beatrice Masella

autrice del libro

LA MIA SCUOLA È UN GRANDE FIUME

illustrazioni di Agnese Baruzzi

Bacchilega editore, 2015

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Filastrocca della Befana che viene da lontano

Cara Befana che giri di notte

vogliamo aggiustarti le scarpe rotte

e se sulle spalle ti pesa il fardello

vogliamo cucirti anche un mantello.

Tu sei nei sogni di noi bambini

di quelli buoni e dei birichini

perché tu doni e non chiedi niente

non sei solo vecchia sei tanto sapiente.

Stanotte però ti puoi riposare

non hai più bisogno di girovagare

stanotte siam noi che doniamo regali:

per te scarpe comode e un paio di ali.

M.B.M.

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parola n. 3: mentire

Dal latino mens mentis, quindi mente. Usare la mente per immaginare, poi anche per fingere, nascondere la verità, mentire. La mente mente, a volte, si sa. Il corpo mai. Milioni di menti si incrociano nell’etere, nascondono i corpi e il nostro essere terreni, nascondono la verità del nostro essere su questa terra.

Tornate in nostro aiuto, corpi!

Non ammalatevi per farvi sentire. Urlate di gioia, chiedete cieli boschi mari, cercate sapori colori odori.

Abbiamo bisogno di corpi per usare la mente senza mentire.

 

M.B.M.

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